Articoli con tag politica

4 sì!

Recuperata la tessera elettorale nascosta nei meandri di un cassetto dimenticato sono pronto allo sforzo immane di andare fino in centro e fare 4 crocette ;)

Sono curioso di vedere come andrà a finire questo referendum, penso sia un valido strumento per saggiare il polso della situazione politica e democratica in Italia. Comunque vada a finire mi aspetto analisi e controanalisi che interpreteranno in maniera diametralmente opposta i risultati ;)

 

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Aldo Brancher: M.p.A.d.F.A. e F.

Nel caso qualcuno si chiedesse ancora a cosa serve un Ministro per l’Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale ecco la risposta.

18 giugno 2010: Aldo Brancher diventa Ministro per l’Attuazione del Federalismo Amministrativo e Fiscale del quarto governo Berlusconi. Figura indispensabile visto che detto governo in tema di riforme, attuazione e federalismo ha solamente:

  • un Ministro per le Riforme del Federalismo (Bossi)
  • un Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo (Rotondi)
  • un Ministro per la Semplificazione Normativa (Calderoli)
  • un Ministro per i Rapporti con le Regioni (Fitto)
24 giugno 2010: la difesa di Aldo Brancher chiede il “legittimo impedimento” per il processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Banca popolare italiana (Bpi), calendarizzato per sabato prossimo, 26 giugno. La posizione della moglie Luana Maniezzo, anch’essa imputata, invece non cambia.
Aldo Brancher è un personaggio “poliedrico”, agli interessati consiglio un articolo di Marco Travaglio che illustra brevemente le sfaccettature della sua storia personale e professionale.

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Risveglio dal letargo

Dopo una discreta assenza rieccomi qui con il primo post del 2010. La spinta a ridestarmi dal letargo è stato l’ultimo post di Wishmerhill che mi ha costretto a volgere uno sguardo pietoso alla montagna di bozze che giacevano nel backend di questo blog a prendere polvere e ricoprirsi di ragnatele.

Ci siamo lasciati alle spalle il 2009, un anno veramente pessimo a mio modesto parere. Il mondo politico ha raggiunto nuovi abissi di grettezza e squallore, dalle troie prezzolate per intrattenere un vecchio settantenne in cambio di imprecisati “favori” all’ennesimo tentativo di “riabilitazione” postuma di un accertato criminale morto latitante all’estero. Il resto dello scenario italiano non è stato da meno: Crozza Italia sottoposto ad “eutanasia” con la patetica promessa, mai mantenuta, di 3 speciali per compensare l’eliminazione dello show, esternazioni varie della SRC (Santa Romana Chiesa, la più potente multinazionale presente in Italia) che lasciano intravvedere il malcelato desiderio delle gerarchie per il ritorno al glorioso passato oscurantista, killeraggio mediatico con pubblica gogna per chi osa opporsi e/o non allinearsi (leggi: Dino Boffo, Mesiano, etc.), innumerevoli altri episodi che al momento non mi tornano in mente complice la stanchezza.

Come sarà il 2010? Viste le premesse difficilmente sarà peggiore dell’anno appena trascorso ma è ingenuo porre dei limiti alla disgrazie, come dice il vecchio adagio: “Al peggio non c’è mai fine” ;)

Faccio una segnalazione agli amanti dei boardgames, sotto l’albero ho trovato “Battlestar Galactica” (grazie Ale!) e già dalle prime partite ho potuto apprezzarne le meccaniche e l’atmosfera che sembra uscita fuori direttamente dalla serie. Faccio quindi un appello: cerco s-boardgamers per giocare a BG, la visione della serie non è indispensabile ma è caldamente consigliata :)

A tutti i lettori del blog un tardivo augurio per il nuovo anno ed un arrivederci a presto!

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Giornalismo all’italiana

Gli ultimi giorni ci hanno elargito uno stupendo spaccato della stampa italiana con la vicenda di Dino Boffo, direttore di “Avvenire”.

Dal mio punto di vista tutto è cominciato un paio di settimane fa. Ero uscito a cena con Luigi e Paolo e ci siamo fermati a chiacchierare fino a mezzanotte passata. Uno degli argomenti trattati è stato lo strano risiko dei direttori di giornale:

  • Vittorio Feltri ritorna a fare il direttore de “Il giornale” dopo aver fondato e diretto “Libero”;
  • Gianluigi Paragone, ex direttore de “La Padania e vicedirettore di “Libero”, assume temporaneamente la direzione di “Libero” nell’attesa del nuovo direttore e poi viene nominato vicedirettore di RaiUno;
  • Maurizio Belpietro lascia la direzione di “Panorama” per subentrare a Feltri nella direzione di “Libero”;
  • Mario Giordano lascia a Feltri la direzione de “Il Giornale” e ritorna a dirigere “Studio Aperto”, il tg di Italia 1.

Questo turbinio di poltrone fa girare un po’ la testa e mi ha fatto una strana impressione. Il giorno dopo la serata di chiacchiere tra amici mi sono messo a spulciare Wikipedia per curiosità  e per avere un quadro d’insieme. Più cercavo e più il quadro si intorbidiva invece di chiarirsi ed uno strano senso di fastidio cresceva al punto di farmi desistere dall’approfondire oltre.

Ho messo da parte lo schemino che mi stavo costruendo ed ho continuato la mia normo-vita cercando di dimenticare in che paese mi trovo. Purtroppo il passaggio di un pezzo d’artiglieria pesante come Feltri dalle retrovie di “Libero” alla prima linea di “Il Giornale” lasciava intendere che qualcosa si stava muovendo e che a breve ne avremmo viste delle belle.

Come volevasi dimostrare non è stato necessario attendere a lungo perché Feltri lanciasse la prima bordata dalla sua nuova gestione: Dino Boffo, storico direttore del quotidiano dei vescovi italiani, il cattolicissimo “Avvenire”, sbattuto in prima pagina per una tresca omosessuale culminata con la condanna di Boffo per minacce alla moglie dell’amante. A corollario dello “scoop” un editoriale al vetriolo in cui si mette bene in chiaro che il direttore di “Avvenire” non aveva e non ha lo status morale per permettersi di riprendere Berlusconi per le sue frequentazioni con donne di facili costumi.

Le ultime notizie che mi sono pervenute disegnano un classico quadretto di cronaca italiana:

Se siete riusciti a leggere fino a qui vi faccio i miei più sinceri complimenti. Il fetido quadro d’insieme che viene fuori mette in chiaro che alle spalle dell’opinione pubblica si consumano le peggiori nefandezze ed ipocrisie e che fatti noti e stranoti ai soliti beninformati vengono passati col contagocce al pubblico se e quando c’è l’interesse ed il tornaconto per farlo. La cosa non mi stupisce ma vedersela sbattere in faccia in maniera così brutale fa un certo effetto.

Aggiornamento (03 settembre 2009): Dino Boffo si è dimesso con effetto immediato sia da Avvenire che dalla tv dei vescovi Tv2000 e da Radio Inblu. Tutta la faccenda è in continua e voluzione e penso ne vedremo e sentiremo delle belle nei prossimi giorni/settimane.

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Elezioni europee 2009

Volevo commentare queste elezioni europee subito dopo l’esito ed avevo già buttato giù una bozza ma solo ora riesco a completare il mio proposito.

Il nano dai piedi d’argilla

Anche se una sfilza infinita di servitori, cortigiani e dipendenti lotta strenuamente per salvare le apparenze e negare l’evidenza sempre e comunque B. ha preso una gran legnata a questa consultazione.
Il primo segno di crollo e l’immancabile alterco provocato e scatenato per confondere le acque l’ho visto domenica sera su La7. Un Paolo Liguori in evidente stato di agitazione ha cominciato a sbraitare ed ha cercato subito la rissa mediatica di fronte alle prime proiezioni che davano il PDL tra il 35% ed il 38%. All’inizio non capivo il motivo di cotanto strepitare perché avevo sostanzialmente ignorato le sparate ed i proclami di B delle ultime settimane in quanto più impegnato a leggere notizie sullo stato pietoso della nostra reputazione all’estero a causa della condotta del nostro premier. Ora capisco che in casa PdL dovesse circolare da tempo un mantra aziendale che fissava l’obiettivo al 50%, sperava nel 45% e confidava comunque nel 40%… al primo accenno di scricchiolio dell’illusione che anticipava lo scontro con la cruda realtà la reazione è stata da manuale: negare, negare sempre, negare soprattutto davanti all’evidenza, caricare a testa bassa contro chiunque cerchi di esporre fatti ed idee senza polemica, provocare, insultare e lanciare accuse, meglio se vecchie di 10-20 anni così si trascina chi risponde in un polemiche che nulla hanno a che fare col presente.
Per chi “crede” nell’intoccabilità politico-mediatica di B vederla venir meno è un trauma. Anni ed anni di fedele servizio rinunciando alla deontologia professionale, all’etica politica ed all’onesta intelletuale rischiano di essere spazzati via lasciando il “fedele” con un pugno di mosche. Una prospettiva che farebbe impallidire i più coraggiosi tra gli uomini, figurarsi i vili che riposano all’ombra del padrone.

I masochisti di sinistra

Più che masochisti bisogna essere dei coglioni! Non trovo altro termine per definire chi butta nel cesso un 6% abbondante di voti che gli garantirebbero N posti al parlamento europeo con una inutile scissione che ha lasciato senza rappresentanza politica un fetta di elettori considerevole.
Sarebbe bello che il messaggio filtrasse in certe teste di legno che non hanno ancora capito che siamo nel XXI° secolo e se continuano a cavillare e dividersi su cose secondarie perdono di vista l’obiettivo. Pare che in virtù della nuova legge elettorale non accederanno nemmeno ai rimborsi elettorali… se il raziocino non è in grado di gettare luce in certe menti mi auguro che le salassate ai portafogli li faccia rinsavire.

Basta poco, che ce vò?

Il PD era dato per morto fino a qualche settimana fa eppure è riuscito quasi a sorpresa a restare sulla scena politica e evitare, almeno per ora, l’annientamento. Cosa è cambiato? Cosa lo ha salvato? Forse perché negli ultimi tempi ha fatto l’Opposizione invece di continuare a smenarla con un inutile e dannoso dialogo con la maggioranza facendo finta di non vedere e non sentire le bestialità contro la giustizia, la costituzione e la pubblica decenza. Se ai vecchi accaniti “inciuciatori” fosse indicata l’uscita e si facesse una politica seria per promuove il senso civico e l’etica ritengo che il PD potrebbe fare la differenza per il futuro di questo sciagurato paese.
Avanti nonostante tutto e tutti

Grande successo dell’IdV! I numeri sono chiari e non lasciano dubbi, il partito di Di Pietro cresce ed il successo personale di Luigi De Magistris e Sonia Alfano è un primo passo per creare uscire dalla logica dei “partiti ad personam”, l’ennesima anomalia italiana. Mi auguro che il successo aiuti molte persone a tornare ad appassionarsi di politica, non per una ritrovata ideologia ma per un desiderio di vivere in un paese “normale”

Chi l’ha duro la vince

Altro successo è quello della Lega. Qui in Veneto abbiamo assistito ad un testa a testa inimmaginabile, la dimostrazione che restare coerenti al proprio messaggio ed il radicamento sul territorio pagano. La politica dei continui colpi di scena e del presidente tuttofare degli alleati fa molto più rumore ma mi sembra meno solida a lungo andare. Se la Lega continuerà a seguire caparbiamente le sue idee ed i suoi obiettivi senza deviare credo che guadagnerà altro terreno, già adesso ha cominciato ad annettere un elettorato composto di lavoratori che storicamente erano sostenitori della sinistra.

L’immortale

La DC non è morta e non morirà mai in “questa” Italia! L’UDC è viva e vegeta, stagnante nel consenso ma inamovibile dalla politica italiana. Certe facce da democristiani sarebbero sbattute fuori dalla politica in ogni altro paese europeo perché gli elettori non ci pensano nemmeno a votare chi predica una cosa e ne pratica un’altra. Ma “questa” è l’Italia ;)

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