E ‘sti cazzi! L’altro giorno ho letto sull’ANSA che è stato emanato il “Normae de gravioribus delictis”, l’aggiornamento del “Delicta graviora” ovvero come prendere per il culo milioni di pecorelle smarrite (e pure un po’ lente di comprendonio) farfugliando un po’ di latino, sventolando una tonaca ed assumendo una espressione seria e indignata. Prosegui la lettura »
Articoli con tag informazione
Io e Paolo
giu 27
Coincidenza per coincidenza i miei ultimi due post trattavano gli stessi eventi richiamati oggi da un articolo di Paolo Flores D’Arcais. Fa piacere sapere di non essere l’unico mentecatto che si preoccupa di episodi che riguardano quella strana cosa chiamata democrazia che in Italia assume connotati grotteschi
Italia 0 – Belgio 1
giu 25
Non ho intenzione di parlare di calcio, gioco che non mi appassiona, ma di giustizia/senso delle istituzioni.
Ieri l’arcivescovado di Bruxelles è stato perquisito nell’ambito di una inchiesta sulla pedofilia che vede coinvolto l’ex-vescovo Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi su minore. Perquisito l’arcivescovado e perquisita anche l’abitazione del cardinale Godfried Danneels a cui è stato sequestrato il computer dagli investigatori. Il porporato non si è opposto alla perquisizione ed ha fatto sapere tramite il suo portavoce che “la giustizia deve fare normalmente il suo corso“.
Yves Leterme, premier belga uscente e leader del partito democratico cristiano e fiammingo, ha detto che i responsabili che hanno commesso abusi “devono essere perseguiti e condannati secondo la legge belga” e che le investigazioni “sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra Stato e Chiesa”.
In Italia è sotto gli occhi di tutti* quello che sta succedendo col cardinale Sepe che dice che collaborerà… alla luce del passaporto diplomatico e delle prerogative previste dal Concordato.
* Nota: sotto gli occhi di tutti a parte i lettori di “Avvenire” che devono andare fino a pagina 10 per trovare la notizia dell’avviso di garanzia al cardinale e all’ex ministro Lunardi che il resto dei giornali mette in prima pagina.
Aggiornamento 26 giugno 2010: a conferma di come “differiscano” i metri di giudizio tra Italia e Belgio è arrivato l’intervento del segretario di stato vaticano card. Tarcisio Bertone che ha bollato come “sequesto, fatto inaudito e grave” l’intervento della magistratura belga specificando che “Non ci sono precedenti, neanche nei regimi comunisti di antica esperienza”.
Martedì, in una sala semideserta del Metropolis, ho visto “Draquila – L’Italia che trema”, l’ultimo film della Guzzanti incentrato sulla vicenda del terremoto dell’Aquila e della gestione del dopo-terremoto da parte del Governo, nella figura di Berlusconi, e della Protezione Civile, nella figura di Bertolaso.
Il film è ben fatto e riesce a trattare con leggerezza e senza melodramma temi che pesano come macigni sulla coscienza civica del nostro Paese. Non so chi fosse la persona intervistata alla fine del film ma le sue parole mi hanno veramente colpito, in un minuto ha annientato, letteralmente annichilito centinaia di interminabili discussioni politiche che ho avuto modo di ascoltare in tutti questi anni.
Consiglio la visione a tutti ma so già che chi avrebbe VERAMENTE bisogno di vedere questo film si guarderà bene dal farlo
Giornalismo all’italiana
ago 30
Gli ultimi giorni ci hanno elargito uno stupendo spaccato della stampa italiana con la vicenda di Dino Boffo, direttore di “Avvenire”.
Dal mio punto di vista tutto è cominciato un paio di settimane fa. Ero uscito a cena con Luigi e Paolo e ci siamo fermati a chiacchierare fino a mezzanotte passata. Uno degli argomenti trattati è stato lo strano risiko dei direttori di giornale:
- Vittorio Feltri ritorna a fare il direttore de “Il giornale” dopo aver fondato e diretto “Libero”;
- Gianluigi Paragone, ex direttore de “La Padania e vicedirettore di “Libero”, assume temporaneamente la direzione di “Libero” nell’attesa del nuovo direttore e poi viene nominato vicedirettore di RaiUno;
- Maurizio Belpietro lascia la direzione di “Panorama” per subentrare a Feltri nella direzione di “Libero”;
- Mario Giordano lascia a Feltri la direzione de “Il Giornale” e ritorna a dirigere “Studio Aperto”, il tg di Italia 1.
Questo turbinio di poltrone fa girare un po’ la testa e mi ha fatto una strana impressione. Il giorno dopo la serata di chiacchiere tra amici mi sono messo a spulciare Wikipedia per curiosità e per avere un quadro d’insieme. Più cercavo e più il quadro si intorbidiva invece di chiarirsi ed uno strano senso di fastidio cresceva al punto di farmi desistere dall’approfondire oltre.
Ho messo da parte lo schemino che mi stavo costruendo ed ho continuato la mia normo-vita cercando di dimenticare in che paese mi trovo. Purtroppo il passaggio di un pezzo d’artiglieria pesante come Feltri dalle retrovie di “Libero” alla prima linea di “Il Giornale” lasciava intendere che qualcosa si stava muovendo e che a breve ne avremmo viste delle belle.
Come volevasi dimostrare non è stato necessario attendere a lungo perché Feltri lanciasse la prima bordata dalla sua nuova gestione: Dino Boffo, storico direttore del quotidiano dei vescovi italiani, il cattolicissimo “Avvenire”, sbattuto in prima pagina per una tresca omosessuale culminata con la condanna di Boffo per minacce alla moglie dell’amante. A corollario dello “scoop” un editoriale al vetriolo in cui si mette bene in chiaro che il direttore di “Avvenire” non aveva e non ha lo status morale per permettersi di riprendere Berlusconi per le sue frequentazioni con donne di facili costumi.
Le ultime notizie che mi sono pervenute disegnano un classico quadretto di cronaca italiana:
- Dino Boffo risponde a colpi di editoriale da “Avvenire” definendo lo scoop una patacca e promette di dare tutto in mano agli avvocati. Comunque grazie all’attenzione ricevuta ora compare tra le voci di Wikipedia;
- Vittorio Feltri prosegue per la sua strada forte delle “carte” in suo possesso. Se ha in mano delle prove certe non corre il rischio di essere condannato per diffamazione, reato per cui è già stato condannato nel 2006 e nel 2007;
- Silvio Berlusconi si dissocia dalle dichiarazioni di Feltri e ribadisce l’indipendenza del quotidiano. Nota: visto che la contemporanea proprietà di tre reti televisive nazionali e de “Il Giornale” violava al legge Mammì nel 1990 B. cedette la società editrice a suo fratello Paolo Berlusconi, rimanendo azionista con una quota di minoranza (il 29%);
- Roberto Maroni chiama personalmente Dino Boffo per manifestargli solidarietà ed assicuragli “di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza che da lui dipende”;
- Bossi e Calderoli, che fino a ieri erano ai ferri corti la Chiesa in tema di immigrazione, hanno in programma di andare in Vaticano per ricordare che la nostra matrice è cristiana e cattolica e “la Lega è l’unico partito che veramente ha radici cristiane”;
- Mario Adinolfi scrive una lettera aperta a Feltri da cui scopriamo che i fatti relativi a Boffo erano già noti ai giornali almeno dal 2004 ma che ci si è guardati bene dall’informare i lettori;
Se siete riusciti a leggere fino a qui vi faccio i miei più sinceri complimenti. Il fetido quadro d’insieme che viene fuori mette in chiaro che alle spalle dell’opinione pubblica si consumano le peggiori nefandezze ed ipocrisie e che fatti noti e stranoti ai soliti beninformati vengono passati col contagocce al pubblico se e quando c’è l’interesse ed il tornaconto per farlo. La cosa non mi stupisce ma vedersela sbattere in faccia in maniera così brutale fa un certo effetto.
Aggiornamento (03 settembre 2009): Dino Boffo si è dimesso con effetto immediato sia da Avvenire che dalla tv dei vescovi Tv2000 e da Radio Inblu. Tutta la faccenda è in continua e voluzione e penso ne vedremo e sentiremo delle belle nei prossimi giorni/settimane.
L’ennesima sparata?
mar 19
Fanno scalpore su telegiornali e giornali le dichiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del condom, in particolare per averle fatte in un paese martoriato dall’AIDS.
Dobbiamo proprio dire che questo papa si sta dimostrando un “esperto” in certe faccende: la Conferenza di Ratisbona, la riabilitazione di Williamson (noto negazionista)… una bella serie, non c’è che dire! Ma si tratta dell’ennesima sparata? Ahimè la linea della chiesa è ben delineata in materia di condom e non guarda in faccia a nessuno, non c’è HIV che tenga!
Un esempio dell’idea che le alte gerarchie hanno del condom: nel 2003 le affermazioni del cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Consiglio Pontificio per la Famiglia:
The president of the Vatican’s Pontifical Council for the Family, Cardinal Alfonso Lopez Trujillo, told Panorama: “The Aids virus is roughly 450 times smaller than the spermatozoon. The spermatozoon can easily pass through the ‘net’ that is formed by the condom.”
Oppure le parole dell’arcivescovo di Nairobi, Raphael Ndingi Nzeki:
“Aids… has grown so fast because of the availability of condoms.”
Quando sento certi porporati (e il loro diretto superiore) uscirsene con simili castronerie mi domando cosa li protegga dall’essere sbeffeggiati ed esposti al pubblico ludibrio…. timore reverenziale? Sudditanza psicologica? Interessi “superiori”?
Vista la disparità delle forze in gioco non c’è molto che il singolo possa fare per arginare la spavalda ignoranza e bigotteria delle “alte sfere” religiose (quelle politiche sono uguali ma questo è un altro discorso). Comunque, nel mio piccolo, una cosa la posso fare: oggi ho ritirato l’ultimo CUD che mi mancava (sono a quota tre per il 2008
) e vedrò di assegnare in maniera opportuna il mio Otto per Mille.
Sull’Otto per Mille ci sarebbe molto da dire, vi basti sapere che grazie al “particolare” sistema di spartizione la chiesa cattolica incamera il 90% delle scelte non espresse… notevole se si pensa che solo il 39% dei contribuenti esprime una preferenza.
Amore universale
mar 9
Titolo di comodo per segnalare un paio di notizie
Brasile: un triste caso di stupro minorile ha sconvolto l’opinione pubblica. Una bambina di nove anni (9!), abitante nello stato di Pernambuco, è rimasta incinta di due gemelli. Si sospetta che sia rimasta vittima degli abusi del patrigno, la polizia ritiene che gli abusi siano comiciati dall’età di sei anni e che abbiano coinvolto anche la sorella maggiore, 14 anni, sofferente di handicap fisico. Gli abusi sono venuti alla luce quando la bambina è stata ricoverata per dolori allo stomaco ed i medici hanno scoperto una gravidanza al quarto mese. In Brasile la legge sull’aborto è molto restrittiva e consente la pratica solo nei casi di stupro e di pericolo per la salute della madre ed i medici hanno ravvisato che entrambe le condizioni. Visto il concreto rischio di morte perché l’utero della bambina non era in grado di sostenere la gravidanza di un bambino, men che meno quella di due gemelli hanno predisposto l’intervento di aborto ed ottenuto il consenso della madre.
Cosa è successo a questo punto? La chiesa cattolica brasiliana si è mobilitata per impedire l’aborto che è stato comunque eseguito mercoledì. La reazione dell’arcivescovo di Olinda e Recife, Jose Cardoso Sobrinho, è stata la scomunica della madre, dei dottori e di chiunque fosse coinvolto nell’aborto. La scomunica non si applica alla bambina, parole del vescovo, perché troppo piccola.
Il Presidente Lula ha criticato il vescovo per le scomuniche inflitte… incredibile, vero? Si vede che non siamo in Italia dove le critiche sono unilaterali, guai a replicare!
Dall’Italia è giunta pronta la replica. Il Vaticano ha difeso le scomuniche e le dichiarazioni del cardinale Giovanni Battista Re a “La Stampa” non lasciano dubbi:
La vita va sempre protetta, l’attacco alla chiesa brasiliana è ingiustificato
Sempre secondo Re, l’arcivescovo aveva il diritto di scomunicare madre e dottori infatti:
E’ un triste caso ma il vero problema è che i gemelli concepiti erano due persone innocenti che avevano il diritto di vivere e non potevano essere eliminati
Ho il sospetto che gli sia sfuggito il fatto che la bambina era in pericolo di vita ed i gemelli sarebbero morti assieme alla piccola.
Stati Uniti: il presidente Barack Obama ha deciso di togliere le restrizioni alla ricerca sulle cellule staminali imposte nel 2001 da George W. Bush. La decisione ha fatto infuriare il Vaticano che già in Novembre aveva “avvertito” il neo presidente reo di aver promesso in campagna elettorale di togliere i divieti alla ricerca.
Chissà se Obama deciderà di revocare anche l’immunità diplomatica concessa a Ratzinger da Bush quando era stato chiamato in giudizio da un tribunale texano. Nel frattempo la corte d’appello federale dello stato dell’Oregon ha confermato che il Vaticano può essere citato in giudizio. Questo non implica che Razinger possa essere citato ma può essergli richiesto di deporre in una causa contro il Vaticano. C’è da dire che il giudizio può essere ribaltato dalla Corte Suprema ma al momento è una svolta importante per tutte le cause legate agli abusi sessuali perpretrati dai membri del clero negli Stati Uniti
Italia: no comment! Ci sarebberoun sacco di argomenti da affrontare, pure troppi! Se e quando troverò l’ispirazione scriverò un post su qualcuno di loro altrimenti meglio evitare chiacchiere superficiali che mi fanno sputare veleno senza cogliere il succo del problema.
Alla prossima!
Ho concluso da poco la lettura di “Il nucleare salverà il mondo” di Gwyneth Cravens (Tit. orig.: Power to Save the World: The Truth About Nuclear Energy).
Il libro mi ha fatto un’impressione migliore rispetto a quello di Chicco Testa letto un paio di mesi fa. L’autrice conduce un viaggio lungo tutta la filiera dell’energia nucleare, dalla miniera da cui si estrae il minerale di uranio fino ai depositi delle scorie nucleari. In questa ricerca è accompagnata dal Dr. D. Richard “Rip” Anderson, un esperto di rischi collegati all’energia nucleare, che risponde alle sue domande e la aiuta a comprendere cosa si nasconde dietro spiegazioni tecniche spesso oscure ai più. L’idea che in genere il pubblico ha dell’energia nucleare si basa su una serie di affermazioni che spesso non trovano corrispendenza nella realtà dei fatti, nel libro le principali obiezioni (proliferazione nucleare, impatto ambientale, effetti sulla popolazione, rischi delle centrali, scorie, etc.) sono affrontate e risolte alla luce dei fatti e dei risultati scientifici.
Come già capitato ad altri oppositori del nucleare (il succitato Chicco Testa, James Lovelock, etc. ) anche l’autrice ha dovuto rivedere i suoi preconcetti una volta approfondita la conoscenza su questa forma di energia. Di fronte ad una domanda energetica mondiale che non accenna minimamente ad arrestarsi ma anzi accellera sempre di più l’unica alternativa concreta e disponibile all’uso dei combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) è e resterà per molti anni l’energia nucleare.
Oltre al resoconto del viaggio il libro fornisce una completa serie di riferimenti che permettono al lettore di controllare personalmente le fonti e le citazioni, un’ottima abitudine che ogni autore dovrebbe avere quando tratta argomenti importanti in maniera seria.
L’ago della bilancia
ott 3
Ricordate le elezioni politiche del 2006? Quelle additate come il segnale di un paese spaccato in due? Quelle che fecero venire un travaso di bile a Berlusconi perché furono perse per soli 24775 voti? Bastava veramente poco per cambiare l’esito della elezioni, era sufficiente che solo 12388 elettori giunti nella cabina elettorale decidessero di cambiare il loro voto per avere un governo Berlusconi già nel 2006.
Ma quanto sensibile è l’ago della bilancia delle democrazia? Visto che stanno per avvicinarsi le elezioni presidenziali statunitensi può essere istruttivo dare un’occhiata a come funziona laggiù la “bilancia democratica”. Un tizio, Mike Sheppard, si è preso la briga di rispondere alla domanda: “Qual’è il numero minimo di voti necessari per passare da un candidato all’altro?” e ne è scaturita una interessante analisi.
Uccelli di rovo… a Chioggia
set 23
Poco tempo fa a Chioggia è scoppiato uno scandalo a luci rosse. Un marito rientra a casa e coglie la moglie in “flagrante tradimento” con un altro uomo. La notizia finirebbe qui come la classica storia di corna all’italiana se il dongiovanni non fosse un Don Qualcosa ovvero un monsignore della diocesi di Chioggia. Il marito, su consiglio del cognato, decide di recarsi presso il vescovo per chiedere “giustizia”.
La risposta del vescovo Angelo Daniel non tarda ad arrivare. Attraverso il giornale diocesano giunge una sostanziale assoluzione del teologo (il mons. è anche un famoso ed apprezzato teologo, docente di S. Scritture a Padova):
Non dobbiamo dimenticare che, [...], non mancano persone che direttamente o indirettamente, lo spingono a mancare
Al marito tradito non resta che tornarsene a casa con le pive nel sacco e qualcos’altro sulla testa, alla moglie fedifraga è stata aggiunta una bella etichetta di “adescatrice” mentre per il povero, ingenuo ed incolpevole prete traviato si prospetta un bel viaggetto di “ri-educazione”. Il trauma sofferto deve essere stato estremo se monsignor Antonio Meneguolo, delegato patriarcale alla Basilica di San Marco, non esita a affermare:
Ritengo che il sacerdote coinvolto nella vicenda non possa non essere affetto da un disturbo psicologico, qualificabile come dissociazione della personalità. [...] Parlare di malattia forse è esagerato, ci vorrebbero le virgolette, ma allo stesso tempo penso che, trattandosi di un prete, ci sia qualcosa di patologico
Per curiosità ho provato a scoprire l’identità del suddetto playboy in abito talare. L’articolo de “La Stampa” è quello che fornisce più indizi:
- monsignore
- 53 anni di Chioggia
- teologo di grande fama
- docente di Sacre Scritture a Padova (alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona
- nome conosciutissimo a Chioggia
Una rapida ricerca con Google e mi ritrovo sotto il naso l’annuario 2007 della diocesi di Chioggia o, meglio, la versione HTML scansionata da Google
Spulcio l’elenco con l’ausilio del mitico CTRL-F ed ecco saltar fuori un possibile “candidato”:
XXXXXXX Xxxxxxx “Xxxx”
nato a Chioggia (VE) il xx.xx.195x
ordinato a Chioggia il xx.xx.19xx
ins. di S. Scrit. – Facoltà Teol. Italia Sett. – Sez. Padova (1990)
Inutile dire che gli abitanti di Chioggia e dintorni conoscono perfettamente l’identità del gaudente monsignore, forse lo hanno visto girare per la città e sentito dispensare dotte lezioni sulla morale, etc. etc. Mi piacerebbe poterci scambiare due parole per sapere cosa pensano di tutta questa faccenda
A che punto siamo?
set 4
Un paio di mesi fa avevo buttato lì il classico post catastrofista che suggeriva il possibile scioglimento dei ghiacci al Polo Nord
Girando per la rete ho finalmente scovato il sito del National Snow and Ice Data Center che fornisce dati aggiornati sullo stato della calotta artica.
Con questi dati possiamo vedere a che punto siamo
Recensione: La questua
ago 30
Con grosso ritardo scrivo solo ora la recensione di “La questua” di Curzio Maltese, sottotitolo “Quanto costa la Chiesa agli italiani”.
Un libro molto agile (172 pagine) che ho letto sfruttando l’andata ed il ritorno del treno per la Versilia. Alcune cose le conoscevo già tipo l’incredibile flusso di denaro che viene raccolto con l’Otto per Mille e l’ancor più incredibile sistema di calcolo e ripartizione
Ma l’Otto per Mille è solo uno dei tanti modi con cui la Chiesa (sottinteso Cattolica) raccoglie soldi, vanno aggiunti i vantaggi fiscali (esenzioni ICI, IRAP, etc), i finanziamenti degli enti locali, il turismo religioso, etc. etc.
Il punto centrale della inchiesta giornalistica di Curzio Maltese che alla fine ha dato origine al libro è la mancanza di trasparenza dell’informazione. Tolti alcuni buchi neri (es: il dettaglio delle voci di spesa dell’Otto per Mille) gran parte delle informazioni sono accessibili ma televisione e stampa evitano di puntare i riflettori sulla “roba” della Chiesa.
La Chiesa ci costa di più della politica (secondo una prudente stima siamo attorno ai 4 miliardi e mezzo di euro) ma mentre per le spese della seconda siamo sempre pronti a lamentarci ed indignarci sulla prima viene steso un velo pietoso al limite dell’omertà.
In conclusione un buon libro per un introduzioni all’oscuro mondo delle finanze vaticane che tocca vari punti ma non è in grado di sviscerare completamente l’argomento.
PS: alcuni esempi fanno capire perché la mancanza di trasparenza dell’uso dell’Otto per Mille non è un bene per la collettività
Sottotitolo: come riuscire a raccontare un balla galattica dicendo la verità.
Il colosso di Redmond ci ha abituati a stare con gli occhi e le orecchie bene aperti quando ci racconta “i fatti”. Quindi diamo un’occhiatina veloce al “successo” di Vista.
Contrariamente alle sue abitudini MS ha divulgato i volumi di vendita di Vista, forse spinta dalla cattiva pubblicità
. 180.000.000 licenze di Windows Vista vendute, davvero impressionante! Ma allora tutti gli articoli denigratori di Vista che circolano in rete sono falsi… tutta colpa dei soliti nerd linuxari che spalano gratuitamente fango su MS, di quei fighetti patiti del Mac che snobbano un OS onesto ed innovativo perché vedono minacciato il loro status di “utenti dell’OS più trendy” oppure i soliti utonti che non sanno apprezzare le novità e rimpiangono ancora Commodore 64, Amiga e Windows 3.1!
Oppure… oppure qualcuno sta facendo i conti senza l’oste e, stando alle dichiarazioni di HP, è questo il nostro caso
Vediamo quindi come è possibile conciliare due affermazioni apparentemente contradittorie come “Vista si sta diffondendo più velocemente di XP” e “Gli utenti optano soprattutto per XP”. Cominciamo con HP che vuole vendere un PC, un utente che vuole XP e MS che vuole vendere una licenza di Vista. A partire dal 30 giugno non è più possibile vendere un PC con licenza XP quindi HP, per soddisfare il suo potenziale cliente, vende un PC dotato di licenza Vista ma con XP pre-installato. Con questo simpatico gioco delle tre carte sono tutti contenti: HP ha venduto un PC, l’utente ha XP installato e MS può contare una licenza Vista venduta in più. Purtroppo il trucchetto potrà essere utilizzato solo fino a gennaio 2009 ma HP sta già discutendo con MS per differire la scadenza di questa opzione.
La diffusione di Vista risulta quindi artificialmente gonfiata se ci si affida solo alla vendita delle licenze. Oltre al succitato trucco va tenuto conto di quanti acquistano un portatile od un desktop con Vista effettivamente installato e poi eseguono da soli o con l’aiuto dell’amico smanettone un “upgrade” a Windows XP
La realtà è che difficilmente si può avere una stima certa dell’uso effettivo di Vista da parte degli utenti. Ma stando alla fretta con cui è stato annunciato Windows 7, il successore di Vista, e l’ammissione di Steve Ballmer, CEO di Microsoft, che Vista è un “work in progress” ho il sospetto che la base di utenti di Vista sia davvero esigua e pronta a passare ad un altro OS appena se ne presentasse l’occasione
PS: a chi fosse interessato a Windows 7 per ora le notizie non sono incoraggianti. W7 sarà molto più simile a Vista che a XP, adotterà lo stesso kernel ed avrà gli stessi requisiti di sistema di Vista. L’unico elemento positivo è che la legge di Moore farà in modo che il PC generico medio sia in grado di far girare Windows 7 per quando uscirà.
Chiare Lettere
lug 8
Nasce Chiare Lettere, il blog di Bruno Tinti, autore del già recensito “Toghe Rotte”.
Bruno Tinti si occuperà di Giustizia o, per dirla con parole sue, “delle nuove leggi, dei motivi veri e finti per cui si fanno, delle ragioni per cui i processi non si riescono a fare quasi mai, di cosa si dovrebbe fare per far funzionare l’amministrazione giudiziaria”
Ho già inserito Chiare Lettere tra i miei link, spero di leggere presto qualche post interessante
Arrestateci tutti!
giu 18

Come già detto dal buon Loris l’attuale Presidente del Consiglio sta sistemando i suoi affari personali demolendo un sistema giudiziario già in affanno ed imbavagliando i pochi giornalisti che si prendono la briga di informare i cittadini delle “marachelle” di chi si crede intoccabile e/o al di sopra della legge.
Per principi fondamentali della democrazia come uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, diritto d’espressione e diritto all’informazione sta suonando il requiem sulle note degli ultimi provvedimenti di questo governo.
Se continuasse il tremendo andazzo che ha preso la democrazia in Italia presto saremo costretti a leggere giornali tedeschi, francesi ed inglesi per sapere cosa succede nel nostro paese.
Per questo ho deciso di aderire a Arrestateci tutti. Disobbedire per informare per dare il mio piccolo sostegno a chi intende opporsi civilmente all’ulteriore degrado della nostra fragile democrazia.
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Rilancio l’appello di Marco Travaglio:
Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.
Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).
Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.
Marco Travaglio





