Articoli con tag democrazia

4 sì!

Recuperata la tessera elettorale nascosta nei meandri di un cassetto dimenticato sono pronto allo sforzo immane di andare fino in centro e fare 4 crocette ;)

Sono curioso di vedere come andrà a finire questo referendum, penso sia un valido strumento per saggiare il polso della situazione politica e democratica in Italia. Comunque vada a finire mi aspetto analisi e controanalisi che interpreteranno in maniera diametralmente opposta i risultati ;)

 

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Io e Paolo

Coincidenza per coincidenza i miei ultimi due post trattavano gli stessi eventi richiamati oggi da un articolo di Paolo Flores D’Arcais. Fa piacere sapere di non essere l’unico mentecatto che si preoccupa di episodi che riguardano quella strana cosa chiamata democrazia che in Italia assume connotati grotteschi

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Elezioni europee 2009

Volevo commentare queste elezioni europee subito dopo l’esito ed avevo già buttato giù una bozza ma solo ora riesco a completare il mio proposito.

Il nano dai piedi d’argilla

Anche se una sfilza infinita di servitori, cortigiani e dipendenti lotta strenuamente per salvare le apparenze e negare l’evidenza sempre e comunque B. ha preso una gran legnata a questa consultazione.
Il primo segno di crollo e l’immancabile alterco provocato e scatenato per confondere le acque l’ho visto domenica sera su La7. Un Paolo Liguori in evidente stato di agitazione ha cominciato a sbraitare ed ha cercato subito la rissa mediatica di fronte alle prime proiezioni che davano il PDL tra il 35% ed il 38%. All’inizio non capivo il motivo di cotanto strepitare perché avevo sostanzialmente ignorato le sparate ed i proclami di B delle ultime settimane in quanto più impegnato a leggere notizie sullo stato pietoso della nostra reputazione all’estero a causa della condotta del nostro premier. Ora capisco che in casa PdL dovesse circolare da tempo un mantra aziendale che fissava l’obiettivo al 50%, sperava nel 45% e confidava comunque nel 40%… al primo accenno di scricchiolio dell’illusione che anticipava lo scontro con la cruda realtà la reazione è stata da manuale: negare, negare sempre, negare soprattutto davanti all’evidenza, caricare a testa bassa contro chiunque cerchi di esporre fatti ed idee senza polemica, provocare, insultare e lanciare accuse, meglio se vecchie di 10-20 anni così si trascina chi risponde in un polemiche che nulla hanno a che fare col presente.
Per chi “crede” nell’intoccabilità politico-mediatica di B vederla venir meno è un trauma. Anni ed anni di fedele servizio rinunciando alla deontologia professionale, all’etica politica ed all’onesta intelletuale rischiano di essere spazzati via lasciando il “fedele” con un pugno di mosche. Una prospettiva che farebbe impallidire i più coraggiosi tra gli uomini, figurarsi i vili che riposano all’ombra del padrone.

I masochisti di sinistra

Più che masochisti bisogna essere dei coglioni! Non trovo altro termine per definire chi butta nel cesso un 6% abbondante di voti che gli garantirebbero N posti al parlamento europeo con una inutile scissione che ha lasciato senza rappresentanza politica un fetta di elettori considerevole.
Sarebbe bello che il messaggio filtrasse in certe teste di legno che non hanno ancora capito che siamo nel XXI° secolo e se continuano a cavillare e dividersi su cose secondarie perdono di vista l’obiettivo. Pare che in virtù della nuova legge elettorale non accederanno nemmeno ai rimborsi elettorali… se il raziocino non è in grado di gettare luce in certe menti mi auguro che le salassate ai portafogli li faccia rinsavire.

Basta poco, che ce vò?

Il PD era dato per morto fino a qualche settimana fa eppure è riuscito quasi a sorpresa a restare sulla scena politica e evitare, almeno per ora, l’annientamento. Cosa è cambiato? Cosa lo ha salvato? Forse perché negli ultimi tempi ha fatto l’Opposizione invece di continuare a smenarla con un inutile e dannoso dialogo con la maggioranza facendo finta di non vedere e non sentire le bestialità contro la giustizia, la costituzione e la pubblica decenza. Se ai vecchi accaniti “inciuciatori” fosse indicata l’uscita e si facesse una politica seria per promuove il senso civico e l’etica ritengo che il PD potrebbe fare la differenza per il futuro di questo sciagurato paese.
Avanti nonostante tutto e tutti

Grande successo dell’IdV! I numeri sono chiari e non lasciano dubbi, il partito di Di Pietro cresce ed il successo personale di Luigi De Magistris e Sonia Alfano è un primo passo per creare uscire dalla logica dei “partiti ad personam”, l’ennesima anomalia italiana. Mi auguro che il successo aiuti molte persone a tornare ad appassionarsi di politica, non per una ritrovata ideologia ma per un desiderio di vivere in un paese “normale”

Chi l’ha duro la vince

Altro successo è quello della Lega. Qui in Veneto abbiamo assistito ad un testa a testa inimmaginabile, la dimostrazione che restare coerenti al proprio messaggio ed il radicamento sul territorio pagano. La politica dei continui colpi di scena e del presidente tuttofare degli alleati fa molto più rumore ma mi sembra meno solida a lungo andare. Se la Lega continuerà a seguire caparbiamente le sue idee ed i suoi obiettivi senza deviare credo che guadagnerà altro terreno, già adesso ha cominciato ad annettere un elettorato composto di lavoratori che storicamente erano sostenitori della sinistra.

L’immortale

La DC non è morta e non morirà mai in “questa” Italia! L’UDC è viva e vegeta, stagnante nel consenso ma inamovibile dalla politica italiana. Certe facce da democristiani sarebbero sbattute fuori dalla politica in ogni altro paese europeo perché gli elettori non ci pensano nemmeno a votare chi predica una cosa e ne pratica un’altra. Ma “questa” è l’Italia ;)

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Alcune piccole differenze

Quando Barack Obama ha vinto le elezioni in molti hanno tirato un sospiro di sollievo :) Dopo 8 anni di Bush Jr. altri quattro anni di politica repubblicana ci avrebbero veramente fatto vedere i sorci verdi…. non tanto per McCain che, diciamolo, non era il peggiore dei repubblicani ma per la sua vice Sarah Palin e tutto il codazzo di integralisti, lobbysti e militaristi che un candidato repubblicano è costretto/abituato a portarsi dietro ;)

Ma lasciamo stare gli incubi dei “se” e diamo un’occhiata al presente. La situazione non è rosea e Bush ha lasciato una bella gatta da pelare ad Obama: debito pubblico alle stelle, una credibilità internazionale da ricostruire, un paio di guerre da finire, etc. etc. Per ora il neo-presidente si sta comportando bene, per esempio congelando i processi a Guantanamo e proibendo l’uso della tortura, ma siamo solo agli inizi ed i veri nodi non sono stati ancora affrontati.

Lunedì sera su La7 è stato trasmesso “W”, il film di Oliver Stone dedicato a George W. Bush. L’ho trovato molto bello e preoccupantemente realistico, l’analisi psicologica dell’uomo dietro la maschera del presidente fa riflettere e getta una luce nuova sul “giovane” rampollo della famiglia Bush. Il taglio è diametralmente opposto alla ridicolizzazione vista nei film di Michael Moore e, per certi versi, molto più critico. E’ presto perché la storia giudichi l’operato di Bush ma dalle premesse sembra che abbiamo visto il peggior presidente degli Stati Uniti.

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L’ago della bilancia

Ricordate le elezioni politiche del 2006? Quelle additate come il segnale di un paese spaccato in due? Quelle che fecero venire un travaso di bile a Berlusconi perché furono perse per soli 24775 voti? Bastava veramente poco per cambiare l’esito della elezioni, era sufficiente che solo 12388 elettori giunti nella cabina elettorale decidessero di cambiare il loro voto per avere un governo Berlusconi già nel 2006.

Ma quanto sensibile è l’ago della bilancia delle democrazia? Visto che stanno per avvicinarsi le elezioni presidenziali statunitensi può essere istruttivo dare un’occhiata a come funziona laggiù la “bilancia democratica”. Un tizio, Mike Sheppard, si è preso la briga di rispondere alla domanda: “Qual’è il numero minimo di voti necessari per passare da un candidato all’altro?” e ne è scaturita una interessante analisi.

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Viva l’Espagna!

Spain by rumered

Spain by rumered

Mentre i “nostri” socialisti continuano a lamentarsi del “giustizialismo” che distrusse il loro partito ed a compiangere e consacrare la buonanima di Craxi, dal congresso dei socialisti spagnoli arrivano una serie di idee come:

  • rimozione dei crocefissi ed altri simboli religiosi dagli edifici pubblici e dalle scuole;
  • eliminazione dei funerali di Stato religiosi;
  • estensione del diritto d’aborto;
  • apertura del dibattito sul testamento biologico;
  • possibile abolizione dall’esercito dei cappellani militari.

Ecco l’ennesima prova, come non ne avessimo già a dozzine, di cosa vuol dire fare POLITICA. Quando smetti di interessarti esclusivamente a mazzette, tangenti, voti di scambio, scalate bancarie, lottizzazione della televisione pubblica e gli eventuali strascichi giudiziari di queste ed altre cose PUO’ capitarti di pensare a fare un po’ di politica, proporre qualche idea che non vada oltre al vuoto blaterare.

Zapatero per adesso ha portato a casa il sorpasso dell’Italia economica e calcistica… il fatto che il secondo sorpasso abbia più colpito del primo è segnale di un terzo sorpasso, quello cultural-popolare.

Le conclusioni dei congressi socialisti italiano e spagnolo ci sbattono in faccia il sorpasso politico. Non è una questione di destra o sinistra, es.: la destra di Aznar era migliore dell’italica destra Berlusconi-Fini-Casini e della nuova versione Berlusconi-Fini-Bossi. Identico impietoso confronto vale per la sinistra di Zapatero a confronto col governo Prodi e il Partito Democratico.

All’elettore italiano generico medio non resta che rodersi il fegato per l’invidia, chinare il capo per la vergogna e incazzarsi come una bestia con la Casta.

Mmmm… che sia il caso di imparare lo spagnolo?

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Arrestateci tutti!

Come già detto dal buon Loris l’attuale Presidente del Consiglio sta sistemando i suoi affari personali demolendo un sistema giudiziario già in affanno ed imbavagliando i pochi giornalisti che si prendono la briga di informare i cittadini delle “marachelle” di chi si crede intoccabile e/o al di sopra della legge.

Per principi fondamentali della democrazia come uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, diritto d’espressione e diritto all’informazione sta suonando il requiem sulle note degli ultimi provvedimenti di questo governo.

Se continuasse il tremendo andazzo che ha preso la democrazia in Italia presto saremo costretti a leggere giornali tedeschi, francesi ed inglesi per sapere cosa succede nel nostro paese.

Per questo ho deciso di aderire a Arrestateci tutti. Disobbedire per informare per dare il mio piccolo sostegno a chi intende opporsi civilmente all’ulteriore degrado della nostra fragile democrazia.

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Rilancio l’appello di Marco Travaglio:

Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

Marco Travaglio

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