Giusto per ribadire a che punto siamo in Europa
Mentre Berlusconi, Napolitano, Bagnasco e Bertone sono impegnati a sostenere il ricorso contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che dice “no ai crocefissi nelle aule scolastiche” la corte suprema tedesca ha stabilito che l’eutanasia è legittima se c’è la volontà del paziente. In Italia abbiamo, o dovremmo avere, ben chiaro il ricordo della sorte di:
- Eluana Englaro: 17 anni di stato vegetativo, di cui 10 in battaglie legali portate avanti dal padre Beppino
- Piergiorgio Welby: dopo una lunga battaglia legale ottenne il distacco del respiratore dopo sedazione ma chi lo assistette fu inquisito dalla Procura di Roma per “omicidio del consenziente” (prosciolto poi dal GUP perché “il fatto non costituisce reato”). A Welby fu negato il funerale con rito religioso su decisione del cardinale Camillo Ruini e dichiarò che “concedere il funerale sarebbe stato come dire ‘il suicidio è ammesso’ “. Mmmm… in base alla stessa logica concedere il funerale religioso a omicidi, stupratori e pedofili dovrebbe voler dire che “omicidio, stupro e pedofilia sono ammessi”? Il caso della sepoltura di Enrico De Pedis, capo della Banda della Magliana ed arcinoto criminale, nella Basilica di Sant’Apollinare ci fa capire che la legge è uguale per tutti ma alcuni sono più uguali di altri! Nota per gli amanti dei codicilli: porre fine alla propria vita contrasta col Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2276-2283; 2324-2325), seppellire un normale cittadino nonché criminale incallito in una chiesa viola il diritto canonico: “Non si seppelliscano cadaveri nelle chiese, eccetto che si tratti di seppellire il Romano Pontefice oppure, nella propria chiesa, i Cardinali o i Vescovi diocesani anche emeriti.” (Can. 1242)
- Giovanni Nuvoli: meno noto alle cronache chiese più volte di essere staccato dal respiratore artificiale ed il medico anestesista che stava per esaudire le sue volontà fu bloccato dall’intervento dei carabinieri di Alghero e della procura di Sassari. In seguito a ciò Nuvoli iniziò un sciopero della fame e della sete che lo portò alla morte nell’arco di una settimana.
E’ mia opinione che ognuno dovrebbe poter decidere della propria fine sia che voglia soffrire, deperire e spegnersi lentamente sia che voglia concludere la sua esistenza in maniera rapida e dignitosa e, personalmente io opto per la seconda





