Non ho intenzione di parlare di calcio, gioco che non mi appassiona, ma di giustizia/senso delle istituzioni.
Ieri l’arcivescovado di Bruxelles è stato perquisito nell’ambito di una inchiesta sulla pedofilia che vede coinvolto l’ex-vescovo Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi su minore. Perquisito l’arcivescovado e perquisita anche l’abitazione del cardinale Godfried Danneels a cui è stato sequestrato il computer dagli investigatori. Il porporato non si è opposto alla perquisizione ed ha fatto sapere tramite il suo portavoce che “la giustizia deve fare normalmente il suo corso“.
Yves Leterme, premier belga uscente e leader del partito democratico cristiano e fiammingo, ha detto che i responsabili che hanno commesso abusi “devono essere perseguiti e condannati secondo la legge belga” e che le investigazioni “sono la prova che in Belgio esistono poteri separati tra Stato e Chiesa”.
In Italia è sotto gli occhi di tutti* quello che sta succedendo col cardinale Sepe che dice che collaborerà… alla luce del passaporto diplomatico e delle prerogative previste dal Concordato.
* Nota: sotto gli occhi di tutti a parte i lettori di “Avvenire” che devono andare fino a pagina 10 per trovare la notizia dell’avviso di garanzia al cardinale e all’ex ministro Lunardi che il resto dei giornali mette in prima pagina.
Aggiornamento 26 giugno 2010: a conferma di come “differiscano” i metri di giudizio tra Italia e Belgio è arrivato l’intervento del segretario di stato vaticano card. Tarcisio Bertone che ha bollato come “sequesto, fatto inaudito e grave” l’intervento della magistratura belga specificando che “Non ci sono precedenti, neanche nei regimi comunisti di antica esperienza”.





