Mi è capitato di vedere “Picnic at Hanging Rock“, film australiano del 1975 tratto dall’omonimo libro, che all’epoca fece conoscere a livello internazionale il regista Peter Weir (“L’attimo fuggente“, “The Truman Show“, “Master and Commander“, “Witness“). Oltre al prestigioso regista (all’epoca trentenne), il film vanta numerosi riconoscimenti della critica e varie nomination ai BAFTA Awards, una specie di Oscar britannico. Il critico cinematografico Roger Ebert lo ha definito “un film di spettrale mistero e recondito isterismo sessuale” e ha sottolineato che “impiega due dei tratti fondamentali dei film australiani moderni: bellissima fotografia e storie sulbaratro tra i coloni europei e i misteri della loro antica nuova patria”.
Un film con un tale curriculum dimostra che il sottoscritto non ne capisce molto di cinema perché il mio giudizio si può sintetizzare in tre parole: lento, monotono, sconclusionato… una palla di film! Non sto a tirarla troppo lunga ma per metà del film non succede assolutamente nulla, niente, zero, nisba, nada! Il punto centrale del film è la sparizione di tre ragazze e della loro insegnante ad Hanging Rock durante il giorno di San Valentino del 1900, da quel momento tutti cercano le scomparse anche se l’unica delle quattro che veramente interessa è Miranda. Tutti la cercano, tutti la vogliono, uomini, donne, cani, gatti, canguri… tutti in giro a gridare “MIRAAAANDAAAA!!!!”. A 3/4 del film spunta fuori una delle ragazze scomparse (ma non è MIRAAAANDAAAA) che, ovviamente, non ricorda nulla e non è in grado di dare nemmeno mezza informazione utile nemmeno per sbaglio. Il film finisce senza dare uno straccio di spiegazione di cosa è successo e dove siano andate a finire le scomparse, metà dei protagonisti trova una tragica fine a causa dell’ossessione per il mistero… etc. etc. etc.
Se può consolare anche il libro finisce allo stesso modo ovvero senza spiegare un piffero, tutto grazie ad un “colpo di genio” dell’editore che ha suggerito all’autrice di eliminare l’ultimo capitolo dove veniva svelato il mistero. Il Capitolo Diciotto, come è conosciuto, è stato pubblicato postumo nel 1987 col nome di “The Secret of Hanging Rock”
Se vi sentite coraggiosi, vi fidate della critica specializzata e/o siete dei cinefili incalliti che non possono fare a meno di vedere TUTTI i film di Peter Weir allora guardatelo ma poi non dite che non vi avevo avvertito! Unico commento possibile: MIRANDAAAAAA!!!!!!






#1 da Wishmerhill il gennaio 25, 2010 - 12:13 am
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Consiglio un filmettino che ho visto con la morosa: Soul Kitchen. Si tratta di un film tedesco, ambientanto ad Amburgo, prodotto e quasi interamente realizzato da non tedeschi (o meglio, da tedeschi di origine turca). Molto bello e godibilissimo, salvo forse un paio di scene meno azzeccate.
Ciao ciao
#2 da Mizranumides il gennaio 26, 2010 - 4:27 pm
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Avevo già sentito parlare in maniera lusinghiera di “Soul Kitchen” ed anche Raffaella è curiosa di vederlo, lo inserirò nella lista dei film “da vedere”
#3 da andrea il maggio 29, 2011 - 11:04 am
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Hai ragione, non capisci proprio niente di film. Hai proprio sbagliato completamente punto di vista, magari pensi che sia un horror riuscito male, invece ti dico che dall’inizio alla fine lo hai guardato con un’aspettativa sbagliata, perchè come film è geniale, dal principio, alla fine.
#4 da Mizranumides il maggio 29, 2011 - 12:17 pm
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De gustibus!
Per la cronaca non avevo aspettative particolari, il film mi è stato proposto a “scatola chiusa” e l’ho visto senza sapere chi fosse il regista, quanti premi avesse vinto, quante critiche lusinghiere avesse ricevuto, etc. etc.
#5 da valerio il novembre 15, 2011 - 3:02 pm
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film orrendo noiosissimo non succede praticamente nulla