Riassunto delle puntate precedenti: in Belgio il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe ha ammesso ripetuti abusi nei confronti del nipote minorenne. Le indagini delle autorità sono culminate con la perquisizione della sede dell’arcivescovado di Burges, il sequestro di documenti e computer, l’interrogatorio di vari prelati nonchè del card. Godfried Danneels. Mentre in Belgio si faceva rispettare la legge e polizia e magistratura facevano il loro dovere, in Italia si è scatenata l’indignazione di Vaticano&C. per l’atto di “lesa maestà”.
Il tempo passa, l’italico benpensante è attratto dal nuovo tormentone della settimana (Gheddafi e la sua opera di proselitismo a favore di procaci fanciulle nostrane) e resta col vago ricordo che in Belgio orrendi poliziotti e perfidi giudici hanno dissacrato tombe, torturato preti, stuprato suore, bruciato chiese, etc. etc.
Solo che in Belgio le indagini proseguono e la settimana scorsa la stampa riesce a mette le mani sulle registrazioni del cardinale Danneels intento a convincere la vittima degli stupri a tacere. Il cardinale aveva dichiarato di non aveva mai cercato di insabbiare nulla quindi l’essere platealmente sbugiardato dalla stampa lo ha irritato parecchio, pare che la consideri “diffamazione”
Nel frattempo veniamo a sapere che il vescovo stupratore Vangheluwe non sarà perseguito dalla Chiesa (Toh? Chi l’avrebbe mai detto!) in quanto godrà della prescrizione.
Nota: come previsto, il famoso “giro di vite sulla pedofilia” trattato in un recente post non conta una cippa!






